Ecco dunque, come sottolinea il saggista e critico Massimo Onofri, tra gli scopritori di Rabbito, "rubinetti e manopole, transistor, benne, estintori, compressori, interruttori, tubature e tondelli. E ancora: trattori, rulli, escavatori, camion, autobus, rimorchiatori, automobili fuori corso, furgoncini aperti e motociclette. Talvolta accompagnati da lacerti di scrittura con fatica decifrabili. E poi la solita, pastosa, invasiva, prepotenza del colore". Non ha dubbi, Onofri: l'originalità di Luigi Rabbito sta tutta qui, nel pittore meccanico appunto". Attenzione, però: "i suoi oggetti sono la testimonianza resistente d'una nobiltà del fare che è già d'un altro tempo. Un tempo di cui è, come pittore, l'ultimo eroe: forse l'unico possibile".

Luigi Rabbito

Luigi Rabbito

Luigi Rabbito

E' nato a Comiso il 2 Febbraio 1968. Gli anni giovanili sono stati una continua ricerca tra manualità e materiali trattati naturalmente. Nel 1994 il primo studio atelier a Comiso è stato una sfida, una prova allo specchio per cercare di studiare come portare avanti la pittura degli anni 50 e 60 al fine di approfondire la conoscenza di quei pittori straordinari che erano simbolo della ricerca materica. Gli anni appena successivi sono stati di grande rivelazione per la sua ricerca pittorica. Col passare del tempo l'artista si crea una robusta esperienza sulla materia pittorica rapportata all'immagine figurativa del paesaggio, intriso di natura e architettura urbana con implicazioni di figure rappresentate nel momento del loro quotidiano.

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